We just got pics of Odeur’s F

We just got pics of Odeur’s Fall/Winter 2010 collection and we love it.

Odeur was founded in Stockholm in 2006 as a brand experiment, using a specific white, light and clean scent instead of a visual logotype to label the graphic and dramatic, yet playful garments. The first collection included a few t-shirt styles that where distributed amongst a few initial clients in Sweden and Japan.

Based on the concept of an undefined gender and uncertain times, Odeur presents it’s seventh collection named Tales of Undefined Gravity, a story that continues to challenge conventional notions of how basic garments are constructed.

Using a dark scale of colors, this collection is made rich and easy by its mix of materials as well as by subtle details of metallic silver. A playful relationship to the silhouette, a focus on details and unexpected cuttings characterizes the unisex collection.

 

Focusing on the possibility of adjusting shapes and details in the garments of Autumn/Winter 2010, Odeur has created a wide range collection that presents styles like loose knitted garments, tailored blazers, handcrafted boots and more.

Don’t forget to check out Odeur’s site and available at GLUECLOTHINGS!


    Intervista a Cristopher Nying, Jockum Hallin

    Intervista a Cristopher NyingJockum HallinRichardos Klarén.

    Tre ragazzi, più o meno della nostra età, di poche parole ma molti fatti. A nemmeno trent’anni hanno già messo in piedi un pregevole brand d’abbigliamento maschile, una casa editrice dalle scelte ricercate, una raffinata pubblicazione e uno store che a Stoccolma, città in cui vivono, è un punto di riferimento per artisti, intellettuali, hipsters, insiders e giovani svedesi dai gusti accurati e dall’aria distinta. Con Our Legacy, Christopher, Jockum e Richardos raccontano una storia, partendo da un presupposto che è l’affermazione di un valore intrinseco al capo di abbigliamento, quello di essere portatore di un significato profondo e inestimabile, in quanto carico di connotazioni storiche; perché ogni oggetto, ogni dettaglio, ogni piega di un tessuto può raccontare il vissuto di una persona. Spesso un abito è l’unico ricordo tangibile che resta di un nonno, di una persona cara che non c’è più. E proprio sul fascino che può esercitare una mente matura con le sue storie da raccontare, sull’esperienza e sull’apprezzamento dell’invecchiamento pongono paradossalmente l’accento questi intraprendenti giovanotti che di esperienza ancora ne hanno poca, ma di intuito e gusto innegabilmente molto. Non si tratta di “vintage” o peggio, di “finto vintage”, anche se la sensazione è che questi abiti siano stati indossati da una generazione di gentleman d’altri tempi. Si tratta di un credo estetico ben più radicato. Di una ricerca precisa e instancabile. Della creazione di capi d’abbigliamento senza tempo, lontani anni luce dai trend e allergici alle date di scadenza. Si tratta dell’istituzione di un immaginario così dettagliato che finisce per riscrivere la storia di ieri senza averla realmente esperita, proprio come quando uno racconta una bugia così tante volte e con tale convinzione che finisce per crederci. Riscrivendo la storia di ieri Our Legacy guarda avanti, così avanti da far sua anche quella di domani. Senza riferimenti. Senza pretese. Senza orologio. E senza data di scadenza.
     
    Ciao ragazzi, come va?
    Molto bene grazie, è un bel momento intenso!

    Perché, cosa fate? E dove siete?
    Siamo nel nostro nuovo studio a Stoccolma, un ufficio senza finestre. In questo momento stiamo cercando di mettere insieme un meeting strategico, ma i nostri telefoni continuano a suonare ininterrotamente!

    Presentatevi: chi siete?
    Siamo quelli di Our Legacy.

    Datemi qualche dettaglio in più…
    Cristopher Nying e Jockum Hallin sono coloro che hanno fondato Our Legacy nel 2006, mentre Richardos Klarén si è unito alla compagnia circa un anno e mezzo fa.

    Come vi definireste?
    Siamo tre buoni amici. Siamo sensibili e molto dediti a ciò in cui crediamo…

    Quanti anni avete e dove vivete?
    Cristopher è del 1981, mentre Jockum e Richardos del 1980. Viviamo a Stoccolma, in Svezia.

    Come vi siete conosciuti?
    Cristopher e Jockum vengono dallo stesso paese (Jönköping) e sì sono conosciuti lì. Poi quando si sono trasferiti a Stoccolma hanno conosciuto Richardos. E’ stato amore a prima vista.

    Romantico. E oggi come descrivereste il vostro rapporto?
    Buoni amici che si ascoltano e si prendono cura l’uno dell’altro. E l’idea migliore è quella che vince…

    Ma non litigate?
    Sì, a volte sì, ma per lo più si tratta di litigi costruttivi.

    Cos’avete imparato l’uno dall’altro?
    Ogni momento impariamo qualcosa di buono dall’altro, diciamo che la vita è fatta di questo il più delle volte.

    Cosa avete in comune?
    Molto!

    E cosa non sopportate?
    Niente. L’odio è una cattiva energia.

    Come siete zen. E di poche parole… ma buone. Chi fa che cosa?
    In realtà è difficile dividersi il lavoro quando sono solo tre persone a fare il lavoro che andrebbe fatto da molte più persone…

    Cavolo quindi siete davvero solo voi tre?
    Sì! Diciamo che ognuno di noi è coinvolto in più o meno ogni aspetto della produzione e del processo creativo. Naturalmente abbiamo diverse responsabilità, ma è difficile essere specifici a riguardo… Probabilmente questo è anche uno dei nostri punti di forza, perchè ogni cosa deve essere filtrata attraverso il pensiero di ognuno di noi tre, il che rende meno scontato il fatto che venga approvata, ma questo alla fine la rende più speciale.

    Descrivetemi una vostra tipica giornata lavorativa:
    Un sacco di lavoro di ogni sorta in un tempo ristrettissimo. Poco tempo per fermarsi a riflettere…

    Ma c’è stato un momento in cui vi siete fermati e vi siete accorti di avercela fatta? (A parte naturalmente questo momento, in cui venite intervistati per PIG Magazine!! Ah ah…)
    Penso che quel momento in realtà non sia ancora arrivato… Credo che il grande successo per noi sia ancora dietro l’angolo… o almeno ce lo auguriamo! Credo che alcune volte la nostra visibilità nel mondo della moda sia dovuta al fatto che i nostri vestiti sono esposti nei negozi e vengono pubblicati sulle riviste più fighe: questo genera confusione nel senso che la gente ci percepisce come una grande azienda, e non immagina che invece siamo solo tre ragazzi che cercano di cavarsela facendo quello in cui credono.

    Come descrivereste l’estetica di Our Legacy?
    Viva, versatile, in continua evoluzione ma in lenta trasformazione.

    Avete una speciale ammirazione e predilezione per gli indumenti classici, anche un po’ “datati”… quanto conta la tradizione nel vostro lavoro? Come riuscite a farla rivivere nei vostri abiti?
    La tradizione in sè per sè non è così importante per noi, ma la storia sì. La storia rappresenta per noi una continua fonte d’ispirazione: cerchiamo di mettere qualcosa di vecchio in un contesto nuovo.

    Cosa intendete quando affermate di creare “prodotti senza tempo”?
    Si tratta di prodotti che diventano più belli col passare del tempo e materiali che non sono affetti da alcun trend stagionale (ciò naturalmente implica che la qualità sia molto alta).

    Così voi in qualche modo ridefinite il classico guardaroba da uomo: come ci riuscite?
    Prendendo i materiali tradizionali e portandoli sotto una nuova luce/epoca, tenendo sempre presente la creatività. Un esempio potrebbe essere il blazer destrutturato per rendere la sua filosofia un po’ più bohemienne.

    Fate molta attenzione ai tessuti: perché questo aspetto è così importante per voi?
    Spesso scegliamo tessuti che pensiamo siano vivi. Tessuti che appariranno ancora più belli dopo averli usati e lavati. Ogni abito dovrebbe avere un suo tessuto più che un colore. È molto raro per noi scegliere il nero perché non si addice al nostro gusto per gli abiti “vivi”. Preferiamo usare materiali rozzi o che sono stati colorati per raggiungere quelle tonalità difficili da definire.

    Qual è il vostro capo d’abbigliamento preferito?
    Un paio di stivali in pelle.
    Qualcosa che avreste voluto aver disegnato voi?
    Ci sono un sacco di cose che ammiriamo, ma pensiamo che ogni disegno abbia il suo giusto inventore dietro.
    Qual è il trend migliore di tutti i tempi secondo voi?
    Non ci piacciono particolarmente i trend. Le persone si prendono troppo sul serio nel mondo della moda.

    Cosa vi ispira?
    Le persone che cercano di essere se stesse e non farsi influenzare dai trends. Le persone coraggiose che si battono per un ideale.

    Qual è l’ultima cosa vista che vi ha davvero ispirato?
    La vittoria di Obama alle elezioni.

    A sundried youth è il nome della vostra collezione per la primavera-estate 2009: da dove viene l’ispirazione, di cosa si tratta?
    Si tratta dell’affermazione dei valori interiori e dell’importanza di comprendere la bellezza di un’anima antica o di un oggetto, come un abito invecchiato naturalmente. Una mente che ha fatto tante esperienze, può raccontare molte storie differenti. A volte una mente complessa ha bisogno di cose, come i vestiti, per ricordare a sé stessa tutti i momenti epici che hanno davvero dato un senso alla propria vita. In quest’ottica, un vestito usato è di per sé carico di significato in quanto portatore di storia. Gli abiti vecchi possono dire tanto su un uomo, o sui traguardi della sua vita. Talvolta può essere tutto ciò che ci rimane di un padre che non c’è più, un’eredità che un padre lascia al proprio figlio e che ne crea un ricordo tangibile. In momenti come questo, Our Legacy tenta di andare controcorrente e creare abiti senza tempo che diventano più interessanti e belli con gli anni. Con questi presupposti, Our Legacy produce abiti fatti su misura con orli sdruciti, come se fossero stati usati da generazioni e generazioni di anziani gentleman. A Sundried Youth racconta la storia di un uomo che ricorda la sua giovinezza, riportando alla mente tutti i posti dove è stato felice, attraverso un filtro opaco. e guardando attraverso il suo guardaroba, raccolto con cura negli anni, associando ogni abito a un’occasione speciale.

    Se la vostra collezione fosse un periodo, quale sarebbe?
    Il 2010.

    Una persona famosa?
    Preferiamo i “non famosi”.

    Un artista?
    Josef Beuys.

    Una canzone?
    Here comes the Warm Jets di Brian Eno.

    Un film?
    La Vita è Bella.

    Cosa potete dirci invece dell’Autunno-Inverno 2009?
    Il concept della collezione A Sundried Youth si mantiene, ma il sentimento è più ruvido, più maturo. Bellissimi toni ruggine misti a tessuti vintage italiani e giapponesi.

    Chi vi piacerebbe che indossasse i vostri vestiti?
    Tutti quelli a cui piacciono i nostri abiti e li terrebbero addosso per molto tempo.

    Fino a farli puzzare! E a voi cosa piace indossare?
    Tante cose, ma dobbiamo sempre sentirci naturali.

    Dove sono venduti i vostri abiti?
    In più di 20 paesi, ma per nominarne solo un paio: Barney’s a NY, Libertys a Londra, Beams International a Tokyo, Très Bien Shop in Svezia, Storm a Copenhagen e poi tanti altri…

    Avete anche un negozio tutto vostro… cose vendete? Quando avete aperto, dove e perché?
    Sì siamo molto felici di questo. Ci dà l’opportunità di mostrare la nostra collezione e di dare sfogo alla nostra visione estetica. Vendiamo l’intera collezione Our Legacy e alcuni libri di fotografia prodotti da Libraryman. Abbiamo l’ufficio e lo showroom nello stesso edificio, quindi è fantastico. L’indirizzo, Krukmakargatan 24-26, include lo shop APC, Papercut, Nitty Gritty Shop e il parrucchiere D.O.O.M.

    Wow! Tappa imperdibile di un soggiorno a Stoccolma! E in giro per il mondo quali sono i vostri negozi preferiti?
    I negozi di alimentari. Ce n’è uno a Stoccolma che si chiama Marianned Fisk (pesce) che vende il miglior tonno del mondo…
    Oltre allo store siete coinvolti in molti progetti in campi differenti… Track Bike, a Narrative Book, Les Gentilhommes, Natural Process, The trainer, non riesco a starvi dietro…
    Ci interessiamo a molte cose diverse e cerchiamo di superare e cancellare i convenzionali confini tra moda, arte, ecc… stiamo semplicemente provando a fare ciò che vogliamo e ciò che ci piace nel miglior modo possible, in modo da poterne esserne fieri.

    Bravi. Organizzate anche delle mostre, giusto?
    Lavoriamo in stretta collaborazione con il curatore Tony Cederteg. È lui la forza guida dietro questo.

    Con lui e Linda Berlin, tu Christopher hai fondato Libraryman nel 2008. Parlami di questo interessante progetto:
    Libraryman Co., Ltd. è una casa editrice concentrata sulla fotografia contemporanea. Vogliamo convertire l’entusiasmo per la fotografia nella nostra produzione di libri in limited edition, dal momento che siamo tutti collezionisti e ammiriamo la fotografia. Oltre i libri abbiamo una serie mensile che si chiama A day in the life of… dove i fotografi ritraggono un giorno delle loro vite in bianco e nero.

    E cosa mi dici invece di The Publication? 
    The Publication è un elemento vitale di Our Legacy: è una pubblicazione, appunto, che ci permette di darci da fare con varie stampe, libri e di foto ad esempio, e poi lookbook e progetti speciali.

    E voi quali riviste comprate/rispettate?
    Ci piacciono Fanzine 137, Apartamento, Encens, 032c, Paradis, PIN-UP e Foam, tra le altre.

    I blog vi piacciono?
    Siamo un pò nostalgici… estimatori un po’ vecchio stampo delle riviste e dei libri. Quindi misuriamo la nostra cultura con giornalisti e scrittori di pubblicazioni su carta stampa.

    Ma allora siete degli integerrimi ed eleganti anziani gentiluomini rinchiusi nel corpo di tre giovanotti!

    La nuova collezione Autumn 2010 ”  Gènèration Perdue ”  è disponibile da Venerdi 03 Settembre. Solo da GLUECLOTHINGS. http://www2.ourlegacy.se/news

    From FRIDAY , September the 3RD

    From FRIDAY , September the 3RD

    Dj Trinity vs Glue Clothings August 2010 RAV


    Dj Trinity vs Glue Clothings August 2010 RAVENNA CITY

    La canzone che c’è in sottofondo : http://www.myspace.com/edwardsharpe

    La canzone che c’è in sottofondo : http://www.myspace.com/edwardsharpe

    18 AGOSTO 1976Esce il primo numero della fanzine SNIFFINR

    18 AGOSTO 1976

    Esce il primo numero della fanzine SNIFFIN’ GLUE, che proseguirà fino a settembre 1977 diventando la portavoce del punk inglese ; il suo creatore è MARK PERRY, che trova ispirazione leggendo la recensione del primo album dei RAMONES scritta da Nick Kent sull’NME ( dove il giornalista cita il pezzo NOW I WANNA SNIFF SOME GLUE ) e per farla liscia il lavoro di impiegato di banca; contemporaneamente Perry dà vita anche alla sua band, gli ALTERNATIVE TV, con ALEX FERGUSSON alla chitarra, MICKEY SMITH al basso e JOHN TOWE alla batteria.

    La prima uscita della fanzine vende 50 copie, l’ultima 15.000.

    Glue Clothings Arriva Da Questo Grazie ad ARTURO COMPAGNONI.

    http://www.youtube.com/watch?v=ZPDXMDlwPG8

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    http://www.facebook.com/event.php?eid=141911585842410&ref=mf

    WOLF PARADE expo 86 – cd sub po/audioglobe – 11t-45:50LR

    WOLF PARADE expo 86 – cd sub po/audioglobe – 11t-45:50

    L’onda lunga dell’indie canadese continua. Ecco il terzo album dei WOLF PARADE (sempre su sub pop) e una nuova dose di chitarrismi post PAVEMENT con un umore a metà tra GUID BY VOICES e MODEST MOUSE. Niente di che, a dire il vero, canzoni molto costruite ma un pò prive di mordente, con in più l’aggravante di un sound pastoso e davvero brutto. Un passo indietro rispetto alla brillantezza del precedente “ AT MOUNT ZOOMER “

    ( 6/7 ) stefano bizarre quario ( blow up )

    ( 8/9 ) mattia pulini ( glueclothings )